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Come intendo il Mental Coaching

Come intendo il Mental Coaching

[ARTICOLO DISPONIBILE IN FORMATO: VIDEO, PRESENTAZIONE, TESTO]


Il Mental Coaching ha talmente tante possibili sfaccettature e utilità che sceglierne una significherebbe ridurne i potenziali impieghi. La verità è che andrebbe applicato a ogni singolo aspetto della nostra esistenza, alla nostra intera esistenza.

Per questa ragione mi piace parlare di Life Mental Coaching, di qualcosa, quindi, che, una volta messo in pratica, si ripercuote a cascata su tutti gli ambiti della vita: benessere fisico e mentale, vita sociale e affetti, lavoro e carriera, ecc.

Ci sono alcuni macro-argomenti “trasversali” che vorrei diventassero i cardini del mio lavoro di Coach.

Tracciare una rotta

In qualità di Coach, mi piacerebbe porre alcune domande a un mio ipotetico Coachee, per aiutarlo a impostare una nuova direzione alla sua vita.

Queste domande potrebbero essere:

  1. Qual è la singola azione che puoi fare ogni giorno per consolidare la fiducia in te stessa/o?
  2. Qual è la visione della tua vita? Se fosse un’immagine quale sarebbe? Se fosse una musica? Se fosse un luogo? Un’emozione?
  3. Che cosa puoi condividere sin da ora con le persone che hai intorno? In che modo puoi dare luce ai tuoi talenti?
  4. In cosa vuoi continuare a credere, nonostante tutto e tutti? In quali situazioni, per quale visione, sogno, obiettivo scegli di rialzarti e fare un altro passo e un altro ancora?
  5. Qual è la singola azione che puoi fare ora per gettare i semi della vita che desideri? Può essere piccolissima, l’importante è che sia qui e ora.

Queste semplici domande, che poi tanto semplici non sono, credo che potrebbero aiutare ad acquisire una nuova consapevolezza, per scoprire meglio se stessi e ritrovare i propri veri obiettivi di vita.

“La verità si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione.”

(Isaac Newton)

Partire dagli obiettivi

Obiettivi, dunque.

Spesso gli obiettivi toccano la parte più profonda di noi, in termini di:

  • quali ESPERIENZE vorremmo fare nella vita;
  • come vorremmo CRESCERE come persone, come vorremmo migliorare;
  • come ci piacerebbe CONTRIBUIRE al mondo in cui viviamo.

Portare una persona a definire, per esempio, l’obiettivo più grande che si è dato per il prossimo periodo, uno e uno soltanto, permette di acquisire una grande consapevolezza di ciò che talvolta può restare nebuloso. Questo favorisce scelte consapevoli e porta ad agire con intenzione.

I momenti in cui siamo “costretti”, dagli eventi o da qualcuno (magari che ci affianca), a fermarci e a osservarci, le cose più semplici e i piccoli passi di ogni giorno assumono un valore straordinario.

Ci sono periodi che offrono le più grandi lezioni: per questo motivo occorrerebbe allenare costantemente la nostra presenza a essere più produttivi ed efficaci. E per farlo occorre “semplicemente” rallentare e prestare attenzione.

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.”

(Eleanor Roosevelt)

Leadership e self leadership

Parlo di lavoro ma non solo. Essere leader è molto di più e molto diverso dall’essere un buon capo, capitano o maestro.

Ci sono alcune caratteristiche di base, a mio avviso, imprescindibili per un leader e un self leader. Infatti, anche essere leader di se stessi non è uno scherzo, tutt’altro! Direi che è da lì che parte tutto.

Per essere un ottimo leader, io identifico 5 caratteristiche:

  1. PIENA FIDUCIA in SE STESSI: della serie, se non siamo i primi noi a credere in noi stessi, come possiamo pretendere che lo faranno gli altri?
  2. VISONE INTATTA e trasmissione di questa visione. Non basta avere una visione se si vuole essere leader, occorre avere il coraggio e il carisma di comunicarla.
  3. CONDIVISIONE della visione. Condivisione è diverso da trasmissione. La visione occorre respirarla, parlarne, viverla.
  4. CREDERCI e continuare a crederci. Si cade, ci si rialza e si trovano nuove strategie per trasformare la propria visione in realtà.
  5. PERSEVERARE azione dopo azione. Credere non è sufficiente, occorre agire. Senza arrendersi. E dare l’esempio, agli altri, ma anche a se stessi.

Oltre a questi, ci sono altri due segreti del successo:

  • COMINCIARE
  • FINIRE

Quante volte non troviamo il coraggio per iniziare qualcosa a cui teniamo o ci sembra che non sia mai il momento per intraprendere un percorso?

Quante volte iniziamo, magari senza aver riflettuto a fondo o sull’onda di un impulso emotivo, e poi non abbiamo la forza per portarlo a termine?

Quello che sta nel mezzo di queste due azioni, comunicare e finire, è proprio PERSISTERE, senza farsi abbagliare dai successi né scoraggiare dalle delusioni. Esistono esperienza, perseveranza, coraggio, e la capacità di passare da un fallimento all’altro senza mai perdere l’entusiasmo.

“Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.”

(Martin Luther King Jr)

A nulla vale sfuggire o ignorare le difficoltà. Ciò da cui si fugge, rimane, finché non ne attraversano i margini e lo si percorre. Posto che ogni difficoltà sia uno strumento attraverso cui la vita ci induce a crescere e migliorare, penso sia importante trasmettere il concetto che non serve sfuggire alle avversità, disperdere le energie in una corsa sul posto che non taglierà mai alcun traguardo, ma affrontare quanto prima ciò che ci opprime e ci attende al varco. Ci si può liberare solo di ciò che si possiede.

“Le difficoltà superate sono opportunità guadagnate.”

(Winston Churchill)

Il Cambiamento è nostro amico

Riguardo a questo argomento (che mi tocca da vicino in quanto la mia vita è stata segnata da numerosi cambiamenti) sono convinta che spesso le persone vogliano cambiare ma non sappiamo come e che cosa e che al contrario, quando gli eventi impongono un cambiamento, non sappiano gestirlo.

“L’unica costante della vita è il cambiamento.”

(Buddha)

Se riuscirò a trasmettere a un mio Coachee la capacità di accettare il cambiamento come qualcosa di costruttivo e positivo, al di là che lo abbia cercato, potrà scoprire dentro di sé una forza probabilmente sopita e imparare ad affrontare il cambiamento al meglio e trasformarlo in un’opportunità di crescita. Anche questa, come tutte le nostre attitudini mentali, non è altro che una scelta.

“Non possiamo vivere il pomeriggio della vita secondo il programma del mattino della vita, poiché ciò che era grandioso al mattino sembrerà insignificante alla sera, e ciò che era vero al mattino, la sera diventerà una bugia”.

(Carl Gustav Jung)

Dalla coscienza all’evoluzione

Dal rispondere alle domande di prima a portare l’altro a chiedersi chi è, chi vuole essere, come può creare se stesso nel senso della persona che davvero vuole essere e diventare, il passo è molto breve.

Io sostengo che per diventare se stesso, o la migliore versione di se stessi, occorra partire dai propri valori.

“Alice: Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!
Stregatto: Be’, tutto dipende da dove vuoi andare!
Alice: Oh veramente importa poco purché io riesca…
Stregatto: Be’, allora importa poco che strada prendi!”

(Lewis Carroll)

I valori determinano la strada che vogliamo intraprendere. La strada che vogliamo intraprendere e i singoli passi che scegliamo ogni singolo giorno determinano la persona che vogliamo essere e che diventeremo.

I valori

I valori personali rappresentano i fari, le bussole della nostra vita.

I nostri valori sono le fondamenta di come pensiamo, agiamo, lavoriamo, ci relazioniamo…

I valori che scegliamo determinano (o dovrebbero determinare) le nostre priorità, sono la misura che ci indica quanto ciò che stiamo vivendo è in linea con chi desideriamo essere e ci aiutano a valutare se stiamo davvero vivendo la vita che vogliamo.

Direi che esiste un modo abbastanza semplice e immediato per aiutare qualcuno a capirlo: quando le cose che facciamo e il modo in cui le facciamo corrispondono ai nostri valori ci sentiamo soddisfatti e felici.

Quando il nostro modo di essere, pensare e agire, invece, non è allineato con i nostri valori personali, ecco che sentiamo chiaramente che c’è qualcosa di sbagliato, qualcosa che non torna. E se sono siamo allineati per molto tempo questo può essere una vera fonte di infelicità.

Ma come aiutare qualcuno a definire i propri valori tramite il Mental Coaching?

Ho pensato a 3 fasi:

  • Fase 1: Identificare che cosa ci rende felici nel profondo e che cosa è veramente importante per noi.
  • Fase 2: Identificare i momenti in cui ci sentiamo autenticamente orgogliosi di noi stessi, pienamente soddisfatti e realizzati.
  • Fase 3: Determinare i nostri valori in base alle esperienze di serenità, benessere e pienezza che abbiamo vissuto o che vorremmo vivere.

Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire.

(Paulo Coelho)

Il talento

Ognuno di noi ha TALENTI UNICI. È che a volte ce ne dimentichiamo o li diamo per scontati. E quindi non li sviluppiamo e non li coltiviamo.

Il mio consiglio è quello di concentrarsi sui propri punti di forza.

Naturalmente occorre anche migliorare le proprie “debolezze”, non a caso definite “aree di miglioramento”, ma ritengo sia fondamentale concentrarsi sulle azioni più adatte a ciascuno, rivolgendo prima lì la propria energia e la propria attenzione.

“Fate quello che fate intensamente.”

(Robert Henri)

Tutto dipende da come si guarda il mondo, del resto. Dove si sceglie di guardare, e agire.

Una delle tante lezioni che ho imparato nella vita è che concentrandosi su troppe cose non ci si permette di raggiungere i risultati migliori. Quindi occorre che il focus sia mirato su quello che si sa fare meglio o che si vuole migliorare davvero. È la strada verso il successo e l’eccellenza.

Occorre invitare il Coachee a chiedersi:

  • In che cosa sono brava/o o vorrei esserlo maggiormente?
  • Che cosa ha valore per me? Che cosa mi motiva?
  • Che cosa mi fa battere il cuore? Che cosa mi appassiona?

E si torna al concetto dei valori chiave che guidano la propria vita, a ciò che fa brillare gli occhi.

“Parto pieno di ardore, ho l’impressione che farò cose meravigliose”.
(Claude Monet)

Ricordare di celebrarsi

Periodicamente è buona abitudine tirare le fila dei passi percorsi, dei traguardi ottenuti e dei piccoli e grandi cambiamenti che si sono messi in atto.

Spesso la nostra mente si concentra automaticamente su ciò che non siamo riusciti a fare o non abbiamo raggiunto o sul cammino ancora da percorrere. Certo, anche questa può essere una lezione utile, ma in ogni caso, non può essere il nostro unico focus.

E soprattutto occorre CELEBRARSI per i successi ottenuti, per essere qui e aver scelto di investire su se stessi e sulla propria crescita personale. Sorridere ai piccoli e grandi obiettivi raggiunti, con la consapevolezza che il viaggio è appena iniziato e che il meglio deve ancora venire!

E ricordare che l’azione consapevole che va a braccetto con la celebrazione porta il nome di GRATITUDINE. Può sembrare banale, ma la gratitudine aiuta a non dare le cose per scontate, né quelle all’interno di noi, come i nostri talenti appunto, né quelle all’esterno di noi, come le persone che ci sostengono o le opportunità che abbiamo. Praticare la gratitudine è un esercizio che consiglio di fare quotidianamente.

“Le persone che riescono in questo mondo sono quelle che vanno alla ricerca delle condizioni che desiderano, e se non le trovano le creano”.

(George Bernard Show)